Ingredienti:
- 7 patate di media grandezza
- mezza cipolla
- mezzo kg. di pomodori freschi (sammarzano o altro tipo) maturi
- olio extravergine d’oliva quanto basta
In questa frittata di uova non c’è nemmeno l’ombra ma i romani l’hanno chiamata così perchè la tecnica per realizzarla è identica a quella utilizzata per fare la vera frittata di uova. Riportiamo alla luce un contorno (ma volendo è anche di più) dimenticato, dal sapore prepotente e piacevole, un altro gioiello della cucina povera e semplice dei vecchi abitanti dell’urbe che di mangiare sano se ne intendevano.
Lessare le patate intere, lasciarle raffreddare quindi sbucciarle, schiacciarle con la forchetta e salarle al punto giusto.
In una padella capiente con un filo d’olio far imbiondire la cipolla affettata quindi unire i pomodori privati dei semi e tagliati a pezzi; salare, pepare e lasciar andare la cottura per cinque minuti circa.
Aggiungere nella padella le patate schiacciate e mescolare a fuoco vivo per qualche minuto, poi abbassare la fiamma e lasciar cuocere lentamente per far fare alle patate una bella crosticina dorata, quindi con l’aiuto di un piatto girare la “frittata” e far dorare bene anche l’altra parte.
Sformare la frittata su un bel piatto da portata con qualche fogliolina di menta per guarnizione profumata e servire calda (ma anche fredda è veramente deliziosa).



